Il Progetto

48 foto raccolte nell’archivio del Touring Club e opera di Antonio Beato necessitano di un restauro.
Le foto hanno un elevato valore storico e culturale sia per la tecnica fotografica e i materiali usati, sia perchè sono la testimonianza dei primi viaggi archeologico-culturali nell’Egitto dei Faraoni.

4 sono le fasi del progetto SOS Archivi: Restauro, Digitalizzazione, Esposizione e Valorizzazione

Il fine di questa operazione non è solo valorizzare e restaurare le opere di Antonio Beato ma anche raccontare l’intero processo e progetto per sensibilizzare un pubblico il più ampio possibile sull’importanza e il valore degli archivi:

Con gli archivi si fa e si trasmette cultura.

Le 48 foto di Antonio Beato

Le foto di Antonio Beato si legano alle origini stesse del Touring Club Italiano

Di Antonio Beato (1825 – 1903) abbiamo poche e incerte notizie biografiche. La data di nascita è collocabile fra il 1820 e il 1825, e in seguito, divenuto cittadino inglese, egli segue il fratello Felice in India, dove non rimane a lungo se, già nel 1862, risiede a Luxor, in Egitto.

Qui Beato avvia uno studio fotografico e, soprattutto tra il 1870 e il 1888, realizza moltissime immagini dedicandosi ad un sistematico censimento di monumenti e resti architettonici e tombali dell’antica civiltà egizia.

La raccolta di foto presenti nell’archivio del Touring Club Italiano si legano alle origini del Club stesso che sin dalla nascita raccoglie foto di viaggio dei propri soci ma anche da grandi fotografi e studi fotografici.

Le fasi del progetto

Restauro

DIGITALIZZAZIONE

ESPOSIZIONE

VALORIZZAZIONE

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Il Restauro

Il ripristino dell’aspetto estetico cromatico e della planarità delle foto

Le 48 stampe all’albumina, incollate su un supporto di cartoncino e conservate verticalmente per decenni in cassetti, presentano problemi poiché i supporti risultano imbarcati, rendendo qualsiasi utilizzo impraticabile. 

6 foto hanno dimensioni maggiori della scatola e per questo sono state ripiegate o addirittura tagliate su un lato.

La maggior parte delle fotografie sono applicate su cartoncini di circa mm 1 di spessore.

Tutti i cartoncini di supporto risultano imbarcati. Numerosi presentano macchie di foxing sul recto, ma soprattutto sul verso del cartoncino di supporto.

Una foto presenta uno strappo nella parte superiore, che interessa sia la carta fotografica che il cartoncino di supporto.

Il restauro ha consentito di rimuovere strati di particolato atmosferico che influiva sull’aspetto estetico cromatico delle stampe e di ristabilire la planarità originale delle foto.

Gli interventi di restauro sono stati in prima battuta di tipo investigativo su tecniche e materiali impiegati e sulla base di queste analisi si è passati ad azioni di tipo conservativo con il fine di preservare la durabilità futura delle stampe.

In particolare sono stati rimossi particolati e depositi atmosferici e tramite l’inserimento di valori igrometrici sono state rimosse le ondulazioni che caratterizzavano le fotografie, ripristinandone la planarità.

La Digitalizzazione

La digitalizzazione è il primo passo da compiere per poter tutelare e valorizzare un archivio

Le fotografie restaurate sono state digitalizzate a 600dpi con scanner professionali ad alta risoluzione.

Attraverso le funzioni di setup del software, sono stati impostati i parametri di acquisizione e una corretta taratura cromatica, al fine di poter avere, così, la maggiore corrispondenza tra originale e immagine digitale

Per ogni fotografia sono stati realizzati 2 file immagine: una per il recto e una per il verso — dove sono presenti importanti segnature archivistiche e annotazioni relative al documento. Le riprese sono state effettuate su fondo nero, comprendendo un’area perimetrale minima, in modo di fornire l’evidenza del contesto originale.

Sono state acquisite immagini in due formati diversi:

Le immagini digitali “conservative” acquisite in formato TIFF 600 dpi, che di fatto rappresentano delle copie anastatiche digitali degli originali. Queste immagini ad alta risoluzione sono quindi destinate ad essere conservate.

Successivamente, da queste immagini conservative sono state generate delle copie in formato JPEG compresso ad alta qualità. Quest’ultime sono immagini destinate ad un utilizzo di consultazione o divulgativo come, ad esempio, la pubblicazione on line che sarà fatta sul portale digitouring.it.

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Esposizione

Antonio Beato. Viaggio In Egitto nell’Archivio del Touring Club Italiano

e in collaborazione con il Civico Archivio Fotografico di Milano

Le foto originali restaurate sono state esposte al Castello Sforzesco di Milano dal 16 maggio al 24 giugno 2018.

La mostra è stata essere un’occasione per raccontare l’uso della fotografia, all’epoca recentemente comparsa, che diventa il medium per eccellenza, la testimonianza tangibile, reale e oggettiva del viaggio intrapreso, un trofeo da esibire nei salotti dell’epoca per rafforzare il ricordo e le storie dei Gran Tour dell’Egitto dei Faraoni.

Oltre a raccontare gli albori della storia della fotografia e del viaggio, l’esposizione è stata un momento per riflettere sull’importanza degli archivi e sulla loro tutela.

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La Valorizzazione

Le foto sono consultabili nel nuovo portale digitouring.it

Le fotografie restaurate e digitalizzate sono consultabili  e accessibili a tutti grazie al portale digitouring.it

Il portale è un nuovo potente mezzo per poter visionare materiali e percorsi tematici oppure per eseguire ricerche su parole chiave.

Le fotografie di Antonio Beato acquisiscono una nuova vita ed entrano a far parte del patrimonio culturale digitale, facilmente accessibile e consultabile da chiunque senza mettere a rischio la tutela e l’integrità degli originali.

Sponsor del progetto:

Il Progetto Beato rientra nel calendario italiano dell’Anno europeo e gode del suo patrocinio

un progetto SOS Archivi